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venerdì 10 aprile 2026

Fiori di salvezza


Cosa

ci salverà

da guerre malvage

orribile male del vivere?

Fiori...                                         









venerdì 3 aprile 2026

Un appunto

La vita - è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;




stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere 
qualcosa d’importante.

Wislawa Szymborska: La gioia di scrivere (tutte le poesie),trad. di Pietro Marchesani, 
2009, Adelphi, pag.617

(Grazie di cuore a Santa, che ha già postato quest'immensa poesia su FB, giorni fa)




foto: mari@dasolcare

giovedì 12 marzo 2026

Nell'arca... grazie, Wislawa

Maurilio Catalano: La balena
Comincia a cadere una pioggia incessante.
Nell’arca, e dove mai potreste andare:
voi, poesie per una sola voce,
slanci privati,
talenti non indispensabili,
curiosità superflua,
afflizioni e paure di modesta portata,
e tu, voglia di guardare le cose da sei lati.



I fiumi s’ingrossano e straripano.
Nell’arca: voi, chiaroscuri e semitoni,
voi, capricci, ornamenti e dettagli,
stupide eccezioni,
segni dimenticati,
innumerevoli varianti del grigio,
il gioco per il gioco,
e tu, lacrima del riso.

A perdita d’occhio, acqua e l’orizzonte nella nebbia.
Nell’arca: piani per il lontano futuro,
gioia per le differenze,
ammirazione per i migliori,
scelta non limitata a uno dei due,
scrupoli antiquati,
tempo per riflettere,
e tu, fede che tutto ciò
un giorno potrà ancora servire.

Per riguardo ai bambini
che continuiamo ad essere,
le favole sono a lieto fine.

Anche qui non c’è altro finale che si addica.
Smetterà di piovere,
caleranno le onde,
nel cielo rischiarato
si apriranno le nuvole
e saranno di nuovo
come si addiceva alle nuvole sugli uomini:
elevate e leggere
nel loro somigliare
a isole felici,
pecorelle,
cavolfiori
e pannolini
– che si asciugano al sole.

Wislawa Szymborska La gioia di scrivere, tutte le poesie, traduz. di Pietro Marchesani, Adelphi

(Nostra signora era angosciata da come i potenti governano il mondo, con guerre assurde e terribili che uccidono le persone, la natura, l’innocenza, la felicità e la speranza. E allora cercava rifugio nella voce della poesia: l’altro ieri Franco Arminio, oggi Wislawa… questa poesia è così pregnante da essere già stata postata qui, il 2.1.21)


martedì 10 marzo 2026

Resteranno i canti (forse...)

Maurilio Catalano: Mongolfiere
 Non era niente

Non era niente,
pensa che alla fine di tutto potrai dire 
questa frase 
perché la vita in fondo 
è un falso allarme. 
Considera 
che quasi mai la realtà congiura, 
più spesso gira via per conto suo.
Considera ogni cosa senza inquietarla. 
Trascura le tue perdite, 
consolati con le cose belle 
che accadono agli altri. 
Dio è il bene che facciamo 
e niente di più.


Il mondo vive perché è circondato

Il mondo vive perché è circondato
da un filo d’aria 
e questo filo dà la vita
a noi e alle formiche,
ai cani e alle piante.
Forse quello che chiamiamo dio
è semplicemente l’aria 
ed è un dio
che ha tante chiese, 
una per ogni polmone, 
per ogni acquasantiera
del respiro.
*
Pensate al primo respiro
e all’ultimo,
pensate al respiro di ognuno. 
Ci dev’essere un luogo 
che raccoglie i respiri 
di tutte le creature
che hanno vissuto,
un immenso museo dei respiri.

La civiltà occidentale vista dagli uccelli

La civiltà occidentale vista dagli uccelli:
siete il tramonto
perché avete accettato facilmente
il fatto che siete tutti senza luce,
specialmente chi vi conduce. 


Franco Arminio: Resteranno i canti Bompiani 2018

(grazie a Giovanni La Fiura, che ha proposto queste e altre poesie di Franco Arminio, il 1° marzo,
 alla Casa dell’Equità e della Bellezza,  a Palermo, per la domenica di Spiritualità laica…)


giovedì 19 febbraio 2026

Bambola

Folate

di solitudine

lambiscono ogni notte

la bambola di lana…

Delusa.                                                    

domenica 15 febbraio 2026

Alba Donati in viaggio con le "Ragazze che scrivono poesie"

         Palermo – Quando ha in mano un libro affascinante e ben scritto, di solito sono questi i pensieri ‘desideranti’ che passano per la testa della scrivente: il primo è che la lettura duri il più a lungo possibile, il secondo, assai presuntuoso e irriverente, è che quel testo ben congegnato avrebbe voluto scriverlo lei. 
      In più, spesso c’è anche un effetto collaterale: nel trenino metropolitano la sottoscritta è così presa dalla lettura da rischiare talvolta di saltare la sua fermata… 
     Il testo di Alba Donati Ragazze che scrivono poesie (Einaudi, 2025) le ha procurato proprio tali pensieri, oltre alla pericolosa distrazione in treno. 
    Chi sono dunque queste Ragazze che scrivono poesie
La prima è Emily Dickinson, la seconda Anna Achmatova, poi Antonia Pozzi, Wislawa Szymborska, Sylvia Plath. “Le ragazze che scrivono poesie… sono unite idealmente da un talento naturale nel mettere le parole una in fila all’altra, dall’amore disinteressato per la letteratura, dal fuoco del cambiamento che brucia forte dentro di loro” - si legge nella seconda di copertina. 
      Alba Donati paragona l’energia dirompente delle poetesse a quella di un temporale imprevisto: “Un’energia nuova, fresca, turbolenta, come se le ragazze avessero deciso programmaticamente di non piacere ai cretini disseminati nei campi della critica letteraria patriarcale”.
    Quelli su Emily, Anna, Antonia, Wislawa e Sylvia sono comunque bozzetti evocativi, una sorta di istantanee fotografiche che illuminano dettagli speciali. Resta a chi legge il compito di elaborare la prospettiva da cui guardare l’immenso castello poetico che ognuna di loro ha edificato.
     E che si tratti di un viatico, di pennellate per iniziati amanti della poesia, lo confessa l’autrice stessa verso la fine del testo: “Ma in fondo, cos’ho scoperto in questa mia ricognizione tra i loro versi? Forse ho analizzato lo stile delle ragazze che scrivono poesie? Non credo di aver mai avuto questa pretesa. L’impatto sociale dei loro testi rispetto ai tempi storici? Troppa sociologia la temo. Ho indagato fatti, accadimenti, amori? Sì, ma solo se questi accadimenti mi portavano più vicino al cuore delle loro parole, al centro della loro poesia”.
Anna Achmatova
Ecco, forse proprio l’apparizione è la chiave con cui ho aperto le loro porte, con cui ho guardato verso di loro”… Così le pagine tratteggiate da Alba Donati si sposano bene con l’illustrazione di Anna Regge in copertina: un disegno a tinte lievi, quasi un delicato acquerello, che mostra un quadernetto aperto su uno scritto dal titolo Luglio, anzi July; il quadernetto è contornato da tenui fiori rosa e su di esso è adagiato un grappolino di ciliegie, con un azzurrino di parole appena abbozzate.
    Nei ‘Ringraziamenti’ l’autrice confessa infatti di essere consapevole che “raccontare il nucleo vitale di persone geniali come Dickinson, Achmatova, Pozzi, Szymborska, Plath è una grossa responsabilità. Raccontare un’esistenza come fosse un film o una fiaba, non inventando niente, è come fare una seduta spiritica: si entra nel rapporto diretto e non nella finzione delle cose attribuite ma non verificate
“Gli accoppiamenti sembrerebbero tutti paradossali”, scrive poi l’autrice nel sesto capitolo intitolato ‘La sesta ragazza e altre ancora’, in cui prova a cucire un filo invisibile tra l’ispirazione poetica delle cinque donne: “Sylvia, la «Leonessa di Dio», accanto a una sacerdotessa come Anna Achmatova? Una è la voce di sé stessa, l’altra la voce di tutto un popolo. Una taglia e cuce la lingua, la rende metallica come un coltello bene affilato, l’altra si nasconde nelle zone d’ombra e sussurra.”
Emily Dickinson
    E poi c’è “Emily con le sue sfumature, i suoi puntini di sospensione non capiti… seduta vicino all’unica poetessa riconosciuta in vita, l’unica ad aver provato l’emozione di sentirsi felicemente vista”, cioè Wislawa Szymborska, premio Nobel nel 1996. Lei, la cui intelligenza “scavalca i secoli senza fatica. E anche la sua bizzarria. Non ama il pathos, ma riconosce al mistero una bella porzione di realtà. Il mistero del morire, il mistero di scampare al morire, il mistero del tempo, dell’odio, del male, il mistero di essere una testa che cammina tra le tante…” 
   E c’è Antonia Pozzi che, suicidatasi a 26 anni, forse per le troppe incomprensioni e le “troppe cicatrici nell’anima”, ha lasciato versi intensi e vibranti: “E poi – se accadrà ch’io me ne vada -/resterà qualchecosa/ di me/ nel mio mondo -/ resterà un’esile scia di silenzio/ in mezzo alle voci-/un tenue fiato di bianco/in cuore all’azzurro –
    Il testo di Alba Donati è allora un prezioso tributo alla magia della poesia, espressa ad esempio da Wislawa con i suoi magnifici versi nella folgorante Vermeer: “Finché quella donna del Rijksmuseum/nel silenzio dipinto e in raccoglimento/giorno dopo giorno versa/il latte dalla brocca nella scodella, /il Mondo non merita/la fine del mondo”.
    “Le ragazze come Wislawa e come Antonia trattengono lo sguardo dell’infanzia, che è pulito terso, diretto all’oggetto…”. Sebbene “rinchiuse nella prosa del mondo, dei lunedì e dei martedì – scrive infine Alba Donati - le ragazze che scrivono poesie inventano parole che come fionde scagliano il cuore in un altro universo”.

Maria D'Asaro, 15 febbraio 2026, il Punto Quotidiano





lunedì 8 settembre 2025

Indicibile...




Solo
la luna
e le stelle
contemplano il nostro dolore…
Indicibile.                                             

giovedì 28 agosto 2025

Perché?

Paul Klee, Insula Dulcamara (1938)
Mammina,

perché nascere

in questo mondo 

tanto cattivo e spietato?

Perchè?


martedì 26 agosto 2025

Noi, che...

Noi, che
siamo contente quando stendiamo il bucato, al sole,
e non sappiamo perché;

noi, che
amiamo sentire il profumo dell’ammorbidente
che odora di lavanda o di fragranza marina,
e immaginiamo di essere tra i campi lilla della Provenza
o sulla battigia, appena prima del tramonto dorato;


noi, che
abbiniamo il colore delle mollette colorate
a quello delle magliette stese ad asciugare;

noi, davvero,
non riusciamo ad accettare
la monotonia feroce della guerra…
E ce ne chiediamo, affrante, il perché.

mercoledì 30 luglio 2025

Figli dell'epoca

Pino Manzella: Wislawa Szymborska (15.1.2020)
Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.

Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.

Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.

Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell'altro politica.

Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.

Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.

Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.

O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.

Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.


 Wislawa Szymborska  La gioia di scrivere - Tutte le poesie (1945-2009),
Adelphi Edizioni, Milano 2009, pag. 453,454 (trad. Pietro Marchesani

giovedì 17 luglio 2025

17 luglio


Due

Tavolinetti colorati

Traboccanti di sorrisi

Dicono no alla guerra

Decisi                                                       






domenica 22 giugno 2025

Forse...

Forse
I generali non riconoscono
La fragranza tenue dei ligustri
L'odore delicato del gelsomino
La dolcezza fragile di una pomelia


Forse
Gli manca il profumo dei fiori
Per riconnettere frammenti di anima
Per ridiventare umani
Per rifiutare il fetore della guerra

venerdì 20 giugno 2025

Dichiaro...











Dichiaro che non c’è altro Essere umano
All’infuori di Colui il cui cuore trema di amore
Per tutti i suoi fratelli in umanità
Colui che desidera ardentemente
Più per loro che per se stesso
Libertà, pace, dignità
Colui che considera la Vita
Più sacra ancora delle sue credenze e divinità
Dichiaro che non esiste altro Essere umano
all’infuori di Colui che combatte senza tregua l’Odio
In lui e intorno a lui
Colui che fin dal momento in cui apre gli occhi al mattino
Si pone la domanda:
cosa farò oggi per non perdere
la mia qualità e la mia fierezza
di essere uomo?

Abdellatif Laâbi

Vedi qui e qui 


martedì 27 maggio 2025

Macerie


Wherever

Solo macerie

Schegge di pianto

Segnali di vita cercasi...

Disperatamente





venerdì 16 maggio 2025

Bandiera bianca

 


Trionfo

Del disumano

Drappi rossi tremanti

Respiro spezzato a chi nasce

Perché?

mercoledì 26 febbraio 2025

Canzoni, il 26 febbraio

Lame

Di ghiaccio

Gelano il respiro

Come sopravvivere alla notte?

Canzoni










Febbraio

Giorno ventisei

Niente di peggio

Di un compleanno mancato

Così

venerdì 14 febbraio 2025

Venere


Lassù

al tramonto

da tempi immemorabili…

Perché questa tristezza struggente?

Venere 







mercoledì 15 gennaio 2025

A spasso

Pierre August Renoir: Boulevard a Parigi - 1875

 

Porto

a spasso

la mia solitudine

adorna di sorrisi radiosi.

Disperata.

mercoledì 1 gennaio 2025

2025: offresi

Offresi 

lenti diverse:

vedere il mondo

con sguardi di cura.

2025             


venerdì 13 dicembre 2024

Forse tutto questo

Forse tutto questo
Avviene in un laboratorio?
Sotto una sola lampada di giorno
e miliardi di lampade di notte?

Forse siamo generazioni sperimentali?
Travasati da un recipiente all'altro,
scossi in alambicchi,
osservati non soltanto da occhi,
e infine presi a uno a uno
con le pinzette?



O forse è altrimenti:
nessun intervento?
I cambiamenti avvengono da sé
in conformità al piano?
L'ago del diagramma traccia a poco a poco
gli zigzag previsti?

Forse finora non siamo di grande interesse?
I monitor di controllo sono accesi di rado?
Solo in caso di guerre, meglio se grandi,
di voli al di sopra della nostra zolla di Terra,
o di migrazioni rilevanti tra i punti A e B?

O forse è il contrario:
là piacciono solo le piccole cose?
Ecco: una ragazzina su un grande schermo
Si cuce un bottone sulla manica.

I sensori fischiano,
il personale accorre.
Ah, guarda che creaturina
con un cuoricino che batte dentro!
Quale incantevole serietà
nell'infilare l'ago!
Qualcuno grida rapito:
Avvertite il Capo,
che venga a vedere di persona!

Wislawa Szymborska, La gioia di scrivere, tutte le poesie (1945-2009), 
traduzione a cura di Pietro Marchesani, pag. 543, Adelphi, Milano